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Il Vetro e dintornidi |
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Il vetro: tra arte e mistero. |
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| Fin dai tempi antichi luomo ha sempre prestato al vetro una attenzione
quasi mistica, attribuendo alle trasparenze di questo materiale qualcosa
di magico e soprannaturale. I maghi delle leggende solevano predire il futuro
attraverso una sfera di cristallo, i chimici ed alchimisti studiavano i
prismi alla continua ricerca della pietra filosofale che tramutasse il metallo
in oro; una magia che nasce dal fuoco, alla stessa maniera con cui il fuoco
partoriva, nella credenza popolare, lAraba Fenice, il mitologico uccello
dalle piume doro, sinonimo di bellezza. Ancor oggi, al visitatore che viene a Murano, si ripresentano gli stessi scenari che nei secoli hanno ispirato scrittori e leggende. Infatti la struttura delle fornaci è rimasta inalterata nel tempo, e la tecnologia è presente solo in piccoli dettagli, tutto ciò è dovuto allattaccamento che i maestri hanno sempre dimostrato verso le tradizioni che, come un orologio, hanno sempre scandito il tempo negli oltre mille anni di storia del vetro a Venezia. Si battono le stesse canne e si usano gli stessi strumenti che vengono forgiati sapientemente nelle officine fabbrili sorte nellisola che, insieme ad altre piccole attività, ne hanno fatto uno dei centri dellimprenditoria veneziana. Le origini dellarte vetraria a Venezia risalgono a prima del millenario e ciò è confermato anche da un documento in cui viene menzionato un monaco benedettino, tale Domenico detto Fiolario (Phiolario), un fabbricante di fiale per uso casalingo. Non si ha nessuna certezza sulla forma di queste fiale, non essendone arrivata nessuna, ne intera, ne a frammenti, ai giorni nostri. Possiamo solo ipotizzarne laspetto da alcuni documenti iconografici. La tecnica di lavorazione era quella della soffiatura eseguita con quegli strumenti che le attività vetrarie tardo-romane avevano tramandato. Si può presumere che inseguito le tecniche si siano affinate a Venezia più che altrove in Europa per i contatti commerciali che i Veneziani avevano con il vicino Oriente e, soprattutto con i paesi di antica tradizione vetraria quali i fenici, i siriani e gli egiziani. Tale tradizione, rinnovata nelle celebri fornaci islamiche, costituì unoccasione per ricomporre conoscenze e tecniche occidentali ed orientali, così da conferire alla produzione lagunare quelle particolarità che lhanno resa così importante nel mondo nel corso dei secoli. Ancor oggi tale produzione è ai vertici mondiali per qualità della produzione e rinnovamento di forme. |
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