REGATA STORICA


Le prime regate ufficiali si svolsero nel XII secolo sotto il Doge Giovanni Soranzo. Nel 1300 una delle prime regate si svolse durante la festa della Marie. Nel 1315 il Governo decretò che ogni anno durante la festa di San Paolo (28 gennaio), si tenesse una regata con imbarcazioni di cinquanta remi. Tale regata si faceva con galee e lo stesso decreto obbligava i mastri falegnami dell’Arsenale ad approntare due grandi peatte con cinquanta uomini. Queste barche si usarono probabilmente sino al 1379 quando, a causa della guerra di Chioggia, cessò la festa per le Marie. La prima regata di donne sembra si sia svolta nel 1493: allora disputarono l’ultima gara su battelli a due remi. Un altro decreto del Dogado del 31 maggio 1531, ordinò quattro regate annue per ognuna delle quali partecipavano sei galere sottili sul percorso Malamocco-Dogana de Mar da svolgersi durante le feste dei SS.Apostoli, Ascensione, S.Marina, S.Bartolomeo.
Con un successivo decreto del 1539 venne inoltre deciso che 4.000 uomini fossero addetti e costantemente allenati per le galee sottili: i migliori tra essi avrebbero poi gareggiato. Le regate erano organizzate e pagate dal Governo, ma a volte anche dai privati o da incaricati, come la Società Filarmonica o la Compagnia della Calza. Durante queste Regate, allestite generalmente in onore di qualche ospite regale. Tre erano le disfide: la prima era la corsa dei battelli a uno o due remi, la seconda quella delle gondole ad un remo, la terza quella delle gondolette a due remi; a volte si svolgeva anche una regata di donne, solitamente di Pellestrina, che gareggiavano indossando il loro costume tradizionale. Tutte le regate si svolgevano lungo il Canalazzo, dalla punta est della città fino a S.Lucia, dove si girava il paletto per ritornare indietro sino a Ca’Foscari, il punto dell’arrivo; il segnale di partenza veniva dato dal rimbombo del cannone, mentre il percorso era di 4 miglia venete. All’arrivo di Ca’Foscari era situata la
"Machina", un pontile coperto tutto decorato in maniera assai sfarzosa dove sedevano le autorità cittadine; anche ai giorni nostri la "Machina" segna davanti al palazzo Foscari, ora sede dell’Università degli Studi, il punto d’arrivo delle regate. I premi consistevano in bandiere: una di colore rosso per l’equipaggio dell’imbarcazione arrivata prima, una azzurra per la seconda, verde per la terza, gialla per la quarta cui andava anche un maialino, offerto dalla società dei macellai ("luganegheri"). A questi premi simbolici, ma non per questo meno ambiti, facevano seguito premi in denaro. Il giorno della regata tutto il Canal Grande era gremito di "barche di mille forme e ornamenti", ballottine (battelli a quattro remi), , malgherotte (a sei remi), peote e bissone. Le varie associazioni di arti e mestieri partecipavano anch’esse con le loro peote ornate in maniera caratteristica ed altrettante erano quelle fornite da private società. Vi partecipavano inoltre anche le famiglie più importanti della città, che facevano a gara per distinguersi con barche sfarzose ed eleganti. Inoltre erano sfarzose le vesti degli otto rematori di ciascuna peota, che spesso impersonavano avvenimenti storici e mitologici, indossavano costumi in uso ad altre nazioni, e rappresentavano qualche arte o virtù.
Copyright ©Antonio De Vecchi - hosted by BP2 srl