L'architettura a San Giorgio



Nel Cinquecento, si sa, il senso storico aveva ancora da nascere. Palladio doveva nutrire verso il passato medioevale sentimenti non molto dissimili da quelli di un Raffaello e di un Vasari, considerando come barbarie e tenebre quanto seguì alla caduta del Romano impero. Dal canto loro i padri benedettini, presi dall'entusiasmo di ampliare e rinnovare la loro sede, diedero prova di un ardore veramente iconoclastica. La facciata di San Giorgio è ispirata a quella realizzata in precedenza a San Francesco della Vigna. Ambedue rappresentano una nuova soluzione del problema di accordare il frontone di un tempio classico con la struttura di una chiesa cristiana, ispirata alle antiche basiliche di Roma e caratterizzata dal dislivello fra la navata centrale e quelle laterali. Palladio ha ideato, in corrispondenza di queste ultime, due ali sormontate da pezzi di frontone e contrassegnate da un ordine "minore".

San GiorgioSan Francesco della Vigna

Trattandosi di opera postuma, la facciata di San giorgio non mancò di far sollevare dubbi sulla fedeltà dell'esecuzione, dovuta a un ignoto seguace. A differenza di San Francesco della Vigna, l'ordine minore poggia qui sul terreno, mentre in un progetto precedente lo si vede poggiare sul terreno anche l' "ordine colossale", cioè l'ordine che abbraccia nelle sue strutture tutta l'altezza della costruzione. Però la soluzione adottata rispecchia puntualmente la disposizione interna, dove pure l'ordine maggiore della navata centrale viene collocato su basi della medesima altezza che all'esterno.






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