Nel Cinquecento, si sa, il senso storico aveva ancora da nascere. Palladio doveva nutrire verso il passato medioevale sentimenti non molto dissimili da quelli di un Raffaello e di un Vasari, considerando come barbarie e tenebre quanto seguì alla caduta del Romano impero. Dal canto loro i padri benedettini, presi dall'entusiasmo di ampliare e rinnovare la loro sede, diedero prova di un ardore veramente iconoclastica.
La facciata di San Giorgio è ispirata a quella realizzata in precedenza a San Francesco della Vigna. Ambedue rappresentano una nuova soluzione del problema di accordare il frontone di un tempio classico con la struttura di una chiesa cristiana, ispirata alle antiche basiliche di Roma e caratterizzata dal dislivello fra la navata centrale e quelle laterali. Palladio ha ideato, in corrispondenza di queste ultime, due ali sormontate da pezzi di frontone e contrassegnate da un ordine "minore".
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