Storia dell'isola



L’avvento di Napoleone Bonaparte.
La caduta della Serenissima, ormai inevitabile, avvenne il seguente anno 1797, data che segnò la fine di una fastosa indipendenza ultramillenaria e l’inizio della Repubblica democratica; la prima occupazione francese diede inizio ad una fase di enorme sconvolgimento delle caratteristiche peculiari della città, avviando la riforma di Piazza San Marco, l’abbattimento di molte chiese e di vasta parte della città e la creazione del Cimitero di San Michele. San Giorgio non poté sfuggire alla ingrata sorte toccata ad altri luoghi storici e monumentali: essa passerà da una spoliazione e da una manomissione all’altra, mentre i monaci saranno confinati in una piccola porzione del monastero
(“Secoli di lavoro, di pietà, di carità, di cultura, di arte, non valsero a risparmiare neanche la pace del chiostro. Ed il crollo venne improvviso, fatale, completo” - G.Frasson, 1987).
“Le Nozze di Cana” di Paolo Veronese vennero consegnate alla Repubblica Francese in virtù del trattato tra il Generale in Capo dell’Armata d’Italia ed il Governo di Venezia nel 1797; trentaquattro casse di libri, in totale circa 1800, tra i quali figuravano una settantina di edizioni del Quattrocento e più di 180 manoscritti furono tolte nel 1806; molti altri quadri, tra cui una numerosa serie di paesaggi di Francesco Zuccarelli, il “Ricco Epulone” di Jacopo da Bassano e otto quadri del raro pittore bergamasco Evaristo Baschenis, sparirono nel 1807; altri tredici quadri furono venduti tra il 1811 ed il 1812. Delle oltre quindicimila opere preziose custodite fra quelle mura (213 manoscritti, 78 incunaboli, 1.572 libri rari, 3.585 libri mediocri e 10.088 volumi vari) le rimaste furono saccheggiate e vendute - anche dalla popolazione - al prezzo di carta da macero. Lo storico Cicogna dirà: “Ecco in qual modo andarono a terminare tante fatiche raccolte da secoli con sudori e con dispendio da benemeriti religiosi”.
Il Conclave e l’elezione di Papa Pio VII.
Nel 1799 l’isola fu ancora una volta teatro di un avvenimento storico importantissimo: il Conclave che portò all’elezione di Pio VII.
La Chiesa e l’intero mondo cattolico versavano in una condizione di grande pericolo: Roma subiva l’occupazione francese e Papa Pio VI, ottuagenario e minato nel fisico e nello spirito, era relegato nella Certosa di Firenze ed il rischio non remoto della sua morte rischiava di compromettere l’esistenza stessa del pontificato romano. I cardinali poterono incontrarsi a San Giorgio il giorno 1 Dicembre del 1799: Barnaba Chiaromonti, Vescovo di Imola, monaco benedettino, venne eletto a San Giorgio Maggiore, cosa che avvenne il 21 marzo con il nome di Pio VII. Il 24 aprile 1867, con decreto del governo italiano, viene messo il sequestro su tutti i beni mobili dei monaci, i quali vengono nuovamente espulsi dall’isola; alcuni ottengono il permesso di rimanervi in qualità di custodi ed ufficianti della Basilica. Essi manterranno a San Giorgio la vita monastica, non legittimata dal governo.









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