La Sala del Maggior Consiglio
 
La Sala del Maggior Consiglio è l'ambiente più vasto di tutto il Palazzo: fu interamente ricostruita dopo l'incendio del 1577
  dal Da Ponte, e qui si riuniva l'assemblea plenaria di tutte le cariche di stato (circa 1500 membri), qualche volta utilizzata per feste e banchetti. Proprio dietro la tribuna ove sedeva il Doge con i suoi consiglieri, si trova l'enorme affresco, il Paradiso, opera di Jacopo e Domenico Tintoretto, celebrante il buon governo della Repubblica. Da menzionare l'Apoteosi di Venezia sul soffitto di Veronese negli ovali che lo fiancheggiano, tele di Palma il Giovane e Jacopo Tintoretto. Nella parte alta delle pareti sono dipinti i ritratti dei dogi fino a Francesco Venier (1554-1556), opera dei Tintoretto. Un ritratto a fondo nero con la scritta che ne ricorda l'ignominia, occupa il posto del Doge Marin Faliero, decapitato nel 1355 per congiura contro lo stato. Vicino ci sono le Sale della Quarantia Civil Nuova, che era un tribunale d'appello, e quella dello Scrutinio, per le votazioni dei Dogi. Molte tele qui appese, narrano le battaglie navali dei veneziani (la Vittoria di Lepanto, 1571 del Vicentino) e completa la serie di ritratti dei dogi con l'ultimo, quello di Lodovico Manin (1789-1797).