La Facciata
 
La Facciata
si sviluppa in senso orizzontale su due piani con cinque arcate: il piano
  inferiore è articolato in una serie di ordini di colonne, archi, rilievi e decorazioni che danno alla vista un piacevole gioco di chiaroscuri. Ponendosi di fronte alla facciata e partendo dalla sinistra di chi guarda, si ammirano le arcate che narrano le vicende del trafugamento del corpo dell'Evangelista: la prima è l'unica che conserva il mosaico antico (1260-1270), raffigura la Traslazione del corpo di S. Marco nella chiesa; la seconda rappresenta il Corpo di San Marco venerato dal Doge, mosaico del 700 su disegno di Sebastiano Ricci, la terza arcata che si trova al centro della facciata è decorata a bassorilievi del Duecento: costituiscono uno dei cicli scultorei più importanti della scultura romanica in Italia e narrano episodi dei Mesi, delle Virtù e dei Profeti. L'intradosso dell'arco maggiore mostra in forma di bassorilievo i Mestieri. Proprio a sinistra nella scena si vede un personaggio con le grucce che la tradizione riconosce nell'architetto di S. Marco, nell'atto di mordersi un dito della mano poichè si era vantato, una volta terminata la basilica, di essere capace di costruirne una migliore. La quarta e la quinta arcata hanno un mosaico del '600 che raffigura il Corpo di S. Marco accolto dai veneziani e il Trafugamento del corpo di S. Marco. Attraverso le gallerie si accede alla terrazza su cui sono poste le copie dei quattro cavalli di bronzo dorato che vennero inviati a Venezia da Costantinopoli, dal Doge Enrico Dandolo nel 1204: gli originali sono conservati presso il Museo di S. Marco. Nelle lunette sono inseriti mosaici del '600, mentre risalgono al gotico le edicole, le statue e le cuspidi.