La Libreria Sansoviniana
 
Detta anche Marciana è uno dei maggiori capolavori architettonici di Jacopo Sansovino; iniziata nel 1537 vide il suo compimento, dopo la morte dell' architetto (1570),
  per mano di Vincenzo Scamozzi (1583-1588). L'edificio era anticamente adibito al conio delle monete della Repubblica Veneziana (Zecca). Il portale mediano decorato da due grandi cariatidi, porta l'accesso agli spazi superiori, che erano l'antica sede della Biblioteca (oggi visibili solo in occasione di esposizioni; oggi la sala di lettura è costituita dal cortile interno coperto da un lucernario). Salendo lo scalone, i cui raffinatissimi stucchi si devono al Vittoria e svolgono il tema della progressiva illuminazione lungo il cammino del sapere, si accede al vestibolo il cui soffitto ospita una delle opere tarde di Tiziano, la Sapienza (1564), simbolo di suprema sintesi del programma iconografico del percorso dello scalone. Mirabile è il salone, progettato dal Sansovino, alle cui pareti sono collocate le tele raffiguranti i filosofi, opere di Veronese, Jacopo Tintoretto, Sustris e Andrea Schiavone. Il soffitto ha incorniciati alcuni dipinti a soggetto allegorico, eseguiti tra il 1556 e il 1557 da pittori scelti da Tiziano e Sansovino. Tra tutti il Veronese vinse una collana d'oro, premio per i migliori dipinti. La Biblioteca oggi è in gran parte costituita con la donazione del Cardinale Bessarione, da donazioni provenienti da ordini religiosi soppressi: tra le opere più importanti vi è il Breviario Grimani della fine del XV secolo, capolavoro preziosissimo di codice miniato.