Doge di Venezia:Venezia

I Tesori di Venezia


Con la distruzione della flotta dei Franchi, Venezia s'era resa indipendente, mentre la sottomissione a Bisanzio si ridusse prima al pagamento di un tributo e poi fu la stessa Bisanzio ad avere bisogno della protezione di Venezia.

Intanto gli stessi artisti veneziani, che dai bizantini avevano imparato l'arte del mosaico e del dipingere affinavano il loro gusto e rendevano più personale la loro opera infondendole il brio e il colore proprio della città lagunare e così Venezia si affrancava anche artisticamente dall'Oriente.

Nell'815, due cittadini veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello portarono in città il corpo di san Marco che ne divenne il patrono. I veneziani cominciarono a costruire in suo onore la meravigliosa basilica che fu prima in legno e poi in pietra ricoperta di mosaici e d'oro. Nel corso dei secoli la basilica subì varie trasformazioni e divenne sempre più grande, più bella e ricca, come cresceva la ricchezza di Venezia. Per difendere i suoi commerci dai pirati, Venezia conquistò l'Istria e la Dalmazia tra le cui isolette si nascondevano le navi pirata, pronte a depredare le galere cariche di sete, di cineserie e di spezie che provenivano dall'Oriente. Intorno al 1000, mentre i crociati tentavano di liberare il santo sepolcro, i Veneziani, approfittarono di varie occasioni per aumentare la loro potenza e la loro sicurezza. Venezia trasportava con le sue navi i Crociati e come ricompensa chiedeva loro aiuto in spedizioni militari. Per esempio il doge Enrico Dandolo, sebbene avesse ottanta anni, si fece aiutare dai soldati della quarta crociata a conquistare Costantinopoli. Di qua vennero a Venezia gemme, denaro, marmi, colonne e la famosa quadriglia. Oggi possiamo ancora vedere in giorni di festa, come alla regata storica, lo sfarzo dei costumi e delle imbarcazioni. A questo proposito è doveroso ricordare il Bucintoro, ricco di statue e di drappeggi.

A bordo del Bucintoro, il doge festeggiò la vittoria sui pirati ed il dominio incontrastato dell'Adriatico. Da allora ogni anno il giorno della " Senza " si continua a festeggiare l'avvenimento. Il Doge ed il vescovo, sul Bucintoro, uscivano in mare dove gettavano un anello dicendo: " Ti sposiamo, o mare, in segno di vero e perpetuo dominio " Il vescovo benediceva il mare dicendo: " Degnati, Signore; che questo mare sia quieto e in pace per tutti coloro che lo navigheranno ! " L' ultimo Bucintoro molto ricco e bello fu affondato da Napoleone per costruire i bacini dell'Arsenale. Verso la fine del XIII secolo i Veneziani arricchiti smisero di andare a cavallo, costruirono i ponti con gradini e usarono la gondola ed altre imbarcazioni per il trasporto di merci e persone.




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